I MIEI LETTORI

venerdì 20 ottobre 2017

Intervista col creativo! Anno secondo.La raffinata, romantica creatività di Imma

Oggi vi presento Imma. Abbiamo in comune la passione per l'uncinetto e molte altre cose  ma , soprattutto, mi ha colpito scoprire che , anche per lei, trovare uno spazio tutto suo, un modo per esprimersi creativamente, è stato di aiuto in momenti difficili della sua vita.

Ancora una volta, insomma , la creatività mostra questo suo aspetto terapeutico.

Le creazioni di Imma ci parlano di una donna romantica e sognatrice. Ma vediamo cosa ci racconta di sé.

 


Come tante delle creative e dei creativi intervistati , anche tu hai una grande passione per l'uncinetto. Puoi raccontarci come è cominciata ? 

La mia passione per l’uncinetto è cominciata da ragazzina, quando mia madre, nel realizzare un copriletto ad uncinetto per il mio corredo da sposa, mi coinvolgeva ad aiutarla. 

È grazie a lei che ho scoperto questo mondo ed è da lei che ho ereditato la mia creatività.

Secondo te l'uncinetto è un evergreen? Possiamo parlare di modernità dei lavori ad uncinetto?

Credo si possa parlare di modernità dei lavori ad uncinetto in quanto molto dipende da cosa la nostra fantasia e il nostro estro ci spingono a creare e dai materiali utilizzati. 

Anche per questo si può parlare dell' uncinetto come di un evergreen.



Dei tuoi lavori mi ha conquistato quel loro fascino un po' shabby : le tonalità tenui e rassicuranti delle tue creazioni mi infondono pace e serenità. Credi nella cromoterapia? I colori che ruolo hanno nella tua vita?

Amo lo shabby in modo quasi sfrenato proprio per i colori soft, leggeri, tenui che contraddistinguono questo stile. 

Questi colori mi infondono pace ed ottimismo; ad esempio,  quando osservo un oggetto o una foto che rappresenta lo stile shabby si accende in me qualcosa di inspiegabile, quasi una frenesia che mi spinge a creare qualcosa di nuovo, e questo credo sia dovuto proprio ai colori.


Hai anche un altro blog , dove ci parli di altre tue passioni e , come in un diario , ti racconti , attraverso ciò che ti piace e ti emoziona. Cosa spinge a scrivere un blog, anziché tenere i propri pensieri per sé magari confidandoli ad un diario segreto?

Tempo fa capii che avevo bisogno di un mio spazio dove rifugiarmi quando avevo bisogno di distrarmi, purtroppo stavo vivendo un brutto periodo della mia vita. 

Capii che forse il modo migliore per farlo era condividere con gli altri le mie passioni, anche per una voglia di confronto oltre che di condivisione. 

Questo spazio (i miei blog), anche se virtuale, mi dà la possibilità di scoprire ogni giorno cose nuove e capisco che davvero non si finisce mai di imparare, spaziando per il web si scoprono mondi nuovi che arricchiscono la fantasia e, cosa importante, ti accorgi che magicamente i brutti pensieri si allontanano.




Imma ci racconti qualcosa di te?

Di me non c’è molto da dire, ho quasi 51 anni, sono una casalinga molto romantica e con tante passioni, amo la mia famiglia, ho un marito che adoro e due meravigliose figlie ormai grandi che vivono a casa con me. 

La mia famiglia è il mio mondo ed è ad essa che dedico gran parte del mio tempo.

Amo la mia casa e mi piace rinnovarla spesso, amo decorarla e arredarla riciclando oggetti e riportandoli a nuova vita seguendo ciò che la fantasia mi suggerisce, rigorosamente in stile shabby. 

Spesso approfitto della disponibilità di mio marito e lo coinvolgo nella realizzazione di alcune creazioni in legno, inizialmente sbuffa ma poi ci prende gusto! 

Che altro dire…adoro l’autunno e le cose semplici, anche in cucina. 





La creatività in cinque parole

  Fantasia, passione, amore, dolcezza, estro e ne aggiungo un’altra: poesia


Hai un negozio su Etsy che ha successo,visti i commenti di coloro che hanno acquistato da te. Quanto è importante per un creativo condividere i propri lavori e ottenere riscontri positivi? Secondo te , giudizi negativi di terze persone possono bloccare la creatività?

È di fondamentale importanza. 

Condividere la  propria creatività con gli altri significa anche confronto ed imparare ad accettare le critiche.

I giudizi negativi perciò aiutano a fortificarsi e migliorare.



Imma, secondo me , è romantica, solare , ricercata ed esigente verso se stessa: ho indovinato? Quali sono i difetti che ti riconosci? E i pregi?

 Hai indovinato! 

I miei difetti più grandi credo siano la testardaggine e la pignoleria, però quest’ultima ritengo sia anche un pregio.

Altri pregi credo siano la tenacia e la continua voglia di mettersi in gioco.



Il momento più bello della giornata tipo  di Imma ?

Il momento più bello della mia giornata è quando cucino per i miei cari, specialmente la sera quando il clima è più rilassato e meno frenetico.



La domanda del dove , come , quando. Dove ami trascorrere il Natale? Come è il tuo Natale? Quando cominci ad organizzarti per le feste Natalizie?

Il mio Natale è un Natale molto classico, mi piace trascorrerlo in casa con gli affetti più cari.

Ho già cominciato! Lo adoro!

Ogni anno aspetto con ansia l’arrivo dell’autunno per cominciare a progettare il Natale ed è allora che la mia creatività comincia a fremere.



Se volete approfondire la conoscenza con la nostra Imma o far visita al suo negozio su Etsy, eccovi alcuni utili link:




E qui termina il nostro appuntamento con Intervista col creativo! Spero di essere riuscita a solleticare , anche oggi , la vostra curiosità e la vostra creatività.  

Vi auguro un buon fine settimana e vi do appuntamento a presto.

Baci
Clelia

Puoi leggere questo articolo anche su www.latinacorriere.it

martedì 17 ottobre 2017

Il libro del mese. Ti guarderò morire di Filippo Semplici


L'autore del libro di cui voglio parlarvi oggi ve l'ho presentato ad  Un tè con l'autore.

Filippo Semplici è un esordiente che nulla ha da invidiare alle firme più accreditate.

Qualcosa sul suo libro lo avevo già accennato durante l'intervista ma ci tenevo a raccontarvi tutte le impressioni che ha suscitato in me leggerlo.

Filippo è lo  Stephen King toscano.

Non posso raccontarvi nulla della trama senza rischiare di rovinare la sorpresa,

Ma posso dirvi che la storia emoziona dalla prima all'ultima pagina , in un crescendo di azione e di terrore che non vi abbandonerà mai.

Non vorreste mai trovarvi nei panni di Orlando ed Elise , tuttavia leggere la loro storia vi caricherà di adrenalina e non riuscirete a staccarvi dal vostro libro.

Non ci sono punti morti, lenti , né risvolti  scontati.

Tutto scorre via veloce, vi arriva dritto allo stomaco e al cuore . Vi entra dentro reale , vivo.

Sembra quasi di vedere le scene di un film. E' tutto dinamico , ben descritto.

I personaggi, sono lì , spaventosi e credibili.

I nomi di alcuni di loro  sembrano usciti da  una di quelle fiabe di orchi ed uomini neri  ,eppure non vi strappano un sorriso. Anzi. La tensione è sempre  al massimo. Nulla placa  il senso di smarrimento e sgomento che vi prenderanno , man mano che andrete avanti con la lettura.

Guarderete ai paesini  abbarbicati sulle colline toscane con occhi diversi , dopo aver visitato Borgoladro.

Il libro è intenso e coinvolgente fino all'ultimo rigo.

Vi troverete a chiedervi dove possa arrivare ancora la perversione umana .

E saprete , dentro di voi , che l'Inferno esiste. E non uno soltanto . Ma tanti , diversi , e può avere, a volte,  l'aspetto di vecchi pensionati e case antiche. Di viottoli abbandonati e dolci paesaggi di campagna.

Può essere ovunque e in chiunque. Anche dentro voi stessi.

qui  potete trovare i vari link per  acquistare  Ti guarderò morire  .

L'unico neo , per me che non amo la lettura in digitale , è il fatto che non esiste la versione cartacea.


Ma credetemi è un libro da non perdere . Di carta o no.


Baci

Clelia


mercoledì 11 ottobre 2017

Intervista col creativo! Anno secondo. Licia Alpigiani

Benvenuti a questo nuovo appuntamento con Intervista col creativo! 

Oggi incontriamo Licia, eterna bambina , creativa poliedrica ed ispirata .

Lasciatevi incantare dalle sue creazioni , ed ispirare dai numerosi tutorial che condivide con noi.


Ciao Licia, benvenuta. Entriamo subito nel vivo di questa intervista : che tipo di creativa sei?


Ciao a tutti.

Penso sia difficile inserirmi in una categoria: fondamentalmente sono una creatrice
eclettica, istintiva e umorale. 

Le mie creazioni nascono dalla necessità del momento di esprimermi in quel determinato modo. 

Una volta può essere una collana, il giorno dopo l'uncinetto o il cucito.

Seguo l'istinto per soddisfare il mio bisogno del momento di trasformare un materiale in qualcosa di diverso.

Non uno , ma addirittura due blog. Parlaci della tua passione per i gioielli


Ebbene si... due blog.

Il primo, “La magia delle pietre”, è nato per caso. 

Ho sempre ammirato come fosse possibile trasformare del “metallo” e dei “sassi” in monili favolosi.

Ho cominciato per caso, in un periodo brutto della mia vita e mettermi la sera, sul mio letto, a infilare perle e perline non mi faceva pensare. 

Passato quel periodo, quello che era stato un aiuto ad uscirne si è trasformata in una passione.

Adoro la pietra dura e tutti i materiali naturali anche se, ogni tanto, mi piace utilizzare swarovski e pietre sintetiche, ma sono casi rari. 

Mi piacerebbe fare un corso da orafo: chissà, forse un giorno......


Il secondo blog invece è interamente dedicato ai tuoi hobby creativi: puoi dirci in quale modo riesci meglio ad esprimere la tua voglia di creare? A parte i gioielli , hai tecniche e materiali che prediligi rispetto ad altri?


Il secondo blog,  Hobby e Creatività,  è nato per poter condividere con altri tutte le altre mie passioni. 

E' un blog interamente di tutorial di tutto ciò che creo perché penso che aiutare altre persone che, come me, vogliono imparare sia molto importante ed è anche uno strumento per incoraggiare a fare e non solo a desiderare di fare.

Della serie: se ci sono riuscita io puoi farcela anche tu!

Il modo in cui preferisco esprimere la mia creatività? Non esiste: come dicevo prima è la necessità del momento che mi porta ad utilizzare una tecnica piuttosto che un'altra. 

Ogni creazione è una sfida. La penso, la “digerisco” e poi parto a testa bassa finché non è finita.

Forse in questo momento la sfida più grande è il cucito. Pur essendo solo all'inizio e avendo ancora tanto da imparare, mi piace riuscire ad arrivare alla fine di un progetto, magari fatto con tanta fatica, e rendermi conto, rigirando tra le mani il risultatodi ciò che avevo immaginato, che ho imparato qualcosa di nuovo.


Quanto della bambina che sei stata è rimasto in te e quanto questo è di aiuto per mantenere viva la tua creatività?


Ma io sono ancora una bambina!

Ho 55 anni ma, anche a vederlo scritto, non mi sembra possibile. 

Quando sono fuori dal contesto lavorativo, gioco, rido, scherzo: la mia vita è un gioco,
forse più pensato e meno impulsivo di quella di una bambina ma comunque spensierato. 

Il mio motto, riportato anche nel blog “La magia delle pietre” è una frase di Joni Mitchell: 

“Devi tenere vivo il bambino che c'è in te: senza di lui non si può creare”.

Le tue passioni creative sono anche il tuo lavoro , o te ne prendi cura soltanto nel tempo libero? Se già non è così , ti piacerebbe poter vivere delle tue creazioni?


Purtroppo i miei hobby non sono il mio lavoro. 

Sono stata cresciuta con l'aspettativa del “posto fisso” e ormai è troppo tardi per invertire la rotta. 

Fortunatamente il posto fisso ce l'ho e mi permette di essere me stessa al di fuori del lavoro.

Però un progetto c'è: sto preparando il materiale per poter aprire un mio negozio on line. 

Incrociamo non solo le dita ma tutto.

Come mantieni fresca ed attiva la tua fantasia? 


Il web è una continua fonte di ispirazione. Più giro tra siti, blog ecc. più la mia fantasia si mette a correre e spesso faccio fatica a starle dietro.

Il momento più bello? Quando sto per addormentarmi, in quello strano stato tra realtà e sonno si formano le idee migliori e risolvo problemi che mi sembravano insormontabili.

Il tuo tavolo di lavoro : insomma , vogliamo sapere se sei precisa ed ordinata o , al contrario, annaspi in cerca di quel che ti serve , iniziando ogni volta un viaggio avventuroso...


Potessi avere un tavolo di lavoro!!!!

Fondamentalmente sono una casinista (si può dire?) ma devo per forza essere ordinata.

La casa è piccola e non ho una craft room.

Il tavolino si sposta dal suo angolo quando mi serve la macchina da cucire o altri utensili.

Le collane nascono sulla chaise longue del divano dove arriva la lampada con luce e lente di ingrandimento.

Diciamo che è una “fortuna” altrimenti, dopo una settimana, non avrei più un posto dove creare e non saprei dove ho messo cosa.

Quante volte sorridi in una giornata ?Il valore di un sorriso secondo te.


Questa è una domanda a cui non so rispondere. Sicuramente il sorriso è uno sforzo in ufficio
dove non posso essere me stessa.

Il sorriso, quello vero, naturale, spontaneo nasce solo fuori e la maggior parte delle volte sorrido da sola. 

Penso che il sorriso sia la migliore cura contro le negatività che ci circondano.

Chiudi gli occhi . Ora riaprili : davanti a te hai qualche tasto di un vecchio pianoforte, un vaso di terracotta sbeccato e un pezzo di tessuto . Cosa ne faresti?


Un pupazzo buffo.

Immagino un vaso di terracotta panciuto, con piedi e braccia realizzati con i tasti del pianoforte e un bel turbante.

Ora la mia domanda del dove , come , e quando. Dove ti vedi tra dieci anni? Come vorresti , qualora ne sentissi il desiderio , che cambiasse la tua vita? Quando potrai dire di essere davvero cresciuta?


Dove mi vedo tra dieci anni..... dove vorrei vedermi tra dieci anni. Sogno tutti i giorni di
trasferirmi in Toscana, in Maremma, al mare, una terra che amo con tutta me stessa e che, tutti gli anni quando vado in ferie, riesce a darmi il senso di libertà e felicità di cui ho bisogno come l'aria che respiro.

Tra dieci anni mi piacerebbe pensare di essere in pensione e poter utilizzare tutto il mio tempo per creare ma so che non sarà possibile.

Quando potrò dire di essere cresciuta? Spero mai. Voglio continuare a crescere, sperimentare, scoprire e arricchirmi con nuove conoscenze.


Qui la nostra amica conclude il racconto di sé che ci ha regalato.

Se avete voglia di approfondire la sua conoscenza , qui sotto trovate tutti i link che portano a lei.


Vi abbraccio

a presto

Clelia

Intervista pubblicata anche su latinacorriere.it

venerdì 6 ottobre 2017

La casa viola. Dodicesimo capitolo

Buon venerdì miei cari lettori.

E' da troppo tempo che ho smesso di pubblicare il seguito del mio racconto a puntate.

Ma eccomi finalmente ( o purtroppo , chi lo sa ☺) tornata con il dodicesimo capitolo .

Come al solito vi lascio i link ai capitoli precedenti per riprendere il filo o per iniziare a leggerli qualora fosse la prima volta che vi imbattete nel mio blog.

CAPITOLO PRIMO













Non mi resta che augurarvi buona lettura e buon fine settimana.


Capitolo 12

L'acqua calda non era riuscita ad alleviare l'inquietudine .

Avvolta nell'asciugamano si lasciò cadere sul letto e rimase a fissare il soffitto per qualche minuto: avrebbe voluto avere il tempo di rilassarsi  e lasciar correre i pensieri.

Ma così non era.

Si alzò, asciugò in fretta i capelli e si vestì.

Pronta a scendere per iniziare la sua giornata di lavoro , esitò qualche istante in cima alla scala . Quindi si voltò e salì al piano superiore.

Restò immobile , davanti alla porta dello studio di Marco qualche secondo. Poi prese la chiave , che da giorni teneva sempre con sé, in attesa di trovare il coraggio di aprire e varcare la soglia di quella stanza dove (ne era sicura) avrebbe trovato parte delle risposte di cui aveva un disperato bisogno.

Aprì l'armadio in cerca della giacca blu ma, soprattutto, in cerca del biglietto di cui Marco aveva parlato nel taccuino.

Trovarlo le provocò sconcerto ma dentro di sé  aveva sempre saputo che quella ricerca sarebbe stata fruttuosa.

Rimase alcuni istanti sul letto , con il biglietto tra le mani finché si decise a leggerne il contenuto.

Riconobbe subito la calligrafia disordinata di Marco.

Sei stata la luce della mia vita! L'unico vero amore. Ma ora devi seguire la tua strada ed il tuo cuore. Non guardarti indietro , mai! Cerca anche tu la tua luce: voglio ricordarti ,sempre, con il sorriso che mi ha conquistato e saperti felice! Forse sarò solo un vecchio romantico...ma sono certo che tu ed Alessandro potrete avere ancora una possibilità.
Spero tu possa perdonare la teatralità di questo mio ultimo pensiero per te: la fantasia e l'immaginazione sono sempre state le mie uniche risorse. Lo sai, così come sai che ti ho amato con tutte le mie forze e non smetterò mai di farlo.
Tu però hai ancora tanta strada da percorrere e io non potrò più condividerla con te. Sei libera e soprattutto sei viva! Promettimi che non vivrai di soli ricordi. La vita ha bisogno di novità , di scoperte e di emozioni continue....
Grazie per tutti gli anni meravigliosi che mi hai regalato...
Non avrei potuto immaginare vita più intensa ...

Qui la lettera si interrompeva : la grafia insicura rivelava tutta la sofferenza che Marco doveva aver provato nello scrivere quelle parole. Le parole d'amore più belle che mai nessuno le aveva detto.

Tutta la tensione, la malinconia e il dolore di quell'ultimo anno si sciolsero in un pianto liberatorio. 

***


Dalla finestra della sua stanza Fabrizio vide Claudia seduta sul dondolo .

Se ne stava lì già da diverso tempo , stringendosi nello scialle e con lo sguardo perso nel buio . Il lago era un'indefinita massa scura , immobile, appena rischiarata dalla luna.

Sentì i passi sui ciottoli del viale e si voltò di scatto.

Scusa ...non volevo spaventarti” Disse Fabrizio avvicinandosi e raggiungendola sotto il patio.

 Gli sorrise e gli fece cenno di accomodarsi sul dondolo con lei, lasciandogli spazio.

Fa freddino stasera...”

Già...” rispose l'uomo sorridendo “Per questo sono venuto in tuo soccorso”

Solo allora Claudia si accorse che Fabrizio aveva tra le mani un plaid e una bottiglia con un paio di bicchieri.

Hai avuto un'ottima idea! Ci vuole proprio qualcosa di forte” Disse lei prendendo uno dei bicchieri e aspettando che lui lo riempisse.

Iniziò a sorseggiare il liquore che le arrivò allo stomaco come un pugno : non aveva mangiato granché quella sera. Ma apprezzò il calore che subito le trasmise.

Fabrizio si sedette coprendola con il plaid. 

cosa c'è che non va ?” chiese poi , senza troppi giri di parole


Li legava un 'amicizia discreta ma di lunga data, tanto da permettergli di capirla al prima sguardo.

Claudia non rimase sorpresa dalla sua domanda così diretta.

Anzi, fu come se avesse sperato che lui gliela porgesse.

Si lasciò andare , raccontando tutto quello che le era accaduto in quegli ultimi giorni . Travolgendolo con le sue emozioni .

Parlò, e bevve . Bevve e parlò finché non ebbe più parole né la forza per pronunciarle.

Fabrizio rimase ad ascoltarla in silenzio. Lasciò che buttasse fuori tutto quello che la faceva star male . Attese che la tempesta si placasse e solo allora le offrì un abbraccio . Un porto nel quale trovare momentaneo rifugio .

A Claudia ora girava forte la testa e sentiva la nausea salire .

Si alzò di scatto facendo cadere a terra il plaid e scusandosi si allontanò barcollando .

L'uomo tentò invano di trattenerla.  Si allontanò e scomparve dentro il casale in un attimo.

Fabrizio restò da solo nel buio e tornò a sedersi sul dondolo , versandosi l'ultimo goccio di liquore.

Claudia non riuscì neppure a raggiungere la sua stanza . Si gettò direttamente in uno dei bagni al piano terra e vomitò tutta quella pesante giornata.

***

La  mattina successiva si svegliò tardi e con un prevedibile  forte mal di testa : fortunatamente prima di andare a dormire era riuscita a lasciare un biglietto ad Anna con il quale si scusava e le chiedeva di occuparsi lei di tutto per l'indomani con la promessa che le avrebbe poi spiegato ogni cosa.

Indugiò sotto le coperte ,l'aria sfatta e gli occhi arrossati.

Dalla persiane filtrava una luce tenue, segno che non doveva essere una giornata di sole.

Finalmente decise di alzarsi per buttarsi direttamente sotto la doccia.

Mentre l'acqua calda le scorreva addosso  realizzò che ora sapeva cosa fare con Alessandro.

Ancora avvolta nell'asciugamano con i capelli bagnati che gocciolavano sul telefonino gli inviò un messaggio anticipando l'appuntamento della sera a pranzo: non voleva aspettare ancora e perdere quel poco di coraggio che sentiva di aver ritrovato.  

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mercoledì 4 ottobre 2017

Un tè con l'autore: Oggi incontriamo Filippo Semplici

L'autore che voglio presentarvi oggi ha un vero e proprio talento nello spaventare i lettori.

E non perché scriva talmente male da farli fuggire! Tutt'altro: è un maestro con le parole ed ha una grande capacità descrittiva. Sa come tenere il lettore inchiodato sulla sedia e farlo saltare all'improvviso , mentre si perde tra le pagine della storia che sta raccontando.

Posso dirlo per esperienza , perché questo è capitato a me leggendo il suo ultimo lavoro.

Vi presento dunque Filippo Semplici : sono sicura che dopo aver preso il tè con lui , morirete dalla voglia di leggerlo.


Benvenuto Filippo. Raccontaci qualcosa di te e di come hai scoperto che scrivere avrebbe fatto per sempre parte della tua vita.

Ciao Clelia. 

Innanzitutto ti voglio ringraziare per avermi ospitato nel tuo blog, una gentilezza che non dimenticherò e che ricambierò quando vorrai. 

Parlando di me, che dire? 

Ho iniziato a scrivere a quattordici anni su una vecchia macchina da scrivere e ricordo il mio primo racconto con imbarazzo; con l’esperienza di oggi, capisco come mai nessun editore lo volesse pubblicare!
 
A parte questo, non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che scrivere sarebbe diventato parte della mia vita, piuttosto la strana consapevolezza che se non lo avessi fatto, sarei stato peggio. 


Così ho continuato, finché sono arrivati i buoni risultati, insieme a quelli cattivi, che sono stati nettamente di più!

Il tuo blog "Nero su bianco" è una vera e propria miniera d'oro di consigli e dritte di ogni genere per gli scrittori esordienti : perché mettere a disposizione di chiunque la propria esperienza ? Allora non è vero che viviamo in un'epoca individualista ed egoista?

Sei troppo buona parlando del mio blog. Sul web ne trovi a decine migliori del mio. 

E’ qualcosa in cui credo, questo sì, e che ho deciso di far crescere come un figlio. Spero solo di star facendo un buon lavoro. 

Perché l’ho fatto? 

Perché credo nella condivisione e nel sostegno reciproco. Se noi autori emergenti ci facciamo la guerra gli uni gli altri, risicando o rosicando sui risultati altrui, non faremo che affossarci a vicenda. 

Se invece ci teniamo "tutti per mano", riusciremo a sopravvivere e galleggiare in questo mondo inquinato dell’editoria. 

Per questo ho deciso di parlare di quello che conosco, mettendo a disposizione la mia esperienza e uno spazio virtuale per chi vorrà approfittarne.


C'è un momento particolare della tua giornata che dedichi alla scrittura ,oppure prendi appunti come puoi e dovunque ti trovi ?

Scrivo alla sera, dopo cena, dalle nove (se riesco), fino a mezzanotte. 

E’ dura, non lo nascondo, perché dopo una giornata di lavoro avrei voglia di riposare. Ma che vuoi farci? La voglia di scrivere è più forte. 

Se prendo appunti? Ovunque, e con ogni mezzo: carta e penna, iPhone, registratore vocale.

Quando mi viene in mente un’idea non posso lasciarla scappare solo perché non ho modo di appuntarla. Non me lo perdonerei mai.

C'è un sogno che vorresti veder realizzato o , magari , più di uno?

Uno solo: come dice lo slogan del mio blog, “scrivere per vivere”, ovvero fare della scrittura il mio lavoro quotidiano. 

Non ho altro da chiedere alla vita, tranne la salute, s’intende.

Quanto è importante sognare e saper sognare?

Per me è tutto.

Se smettessi di farlo, smetterei di scrivere. 

A chi mi critica di fantasticare troppo, o di credere in cose impossibili, faccio sempre lo stesso esempio: oggi il cielo é solcato da aerei di ogni tipo, macchine volanti che Leonardo Da Vinci aveva ipotizzato secoli prima. 

A quei tempi ci sarà stato di certo chi avrà pensato “Questo è matto”, ma oggi il suo sogno, la sua Idea, è realtà. Qualcuno l’ha presa e l’ha realizzata. 

Ecco perché il sogno è vita.
 
Bisogna diffidare dall’ipocrisia umana, non dai sogni!

Uno scrittore è un uomo libero?

Be’, dipende.
Dal punto di vista sentimentale non saprei, ognuno sceglie la sua vita. 

Dal punto di vista professionale credo che scrivere rappresenti la libertà, in un certo senso, ma anche una condanna, perché non riesci più a farne a meno. 

E’ una prigione dorata in cui non ti manca nulla, vivi bene, ma ne sei comunque prigioniero.

La scrittura è più magia o più mestiere?

Non apprezzo la scrittura esercitata solo per “mestiere” perché l’autore finisce per diventare un mercenario che scrive cose che non sente, e che servono solo a vendere più copie.
 
Apprezzo invece la via di mezzo, che è quella più difficile, e che in pochi hanno saputo realizzare: unire passione a professione, ovvero riuscire a far piacere quello che si scrive, in modo da farlo diventare il proprio lavoro, senza doversi “vendere” a nessuno.

Per il momento, io non rientro in nessuno dei due casi!

Parlaci della la tua passione per i gialli e l'horror

Se vi dicessi che il mio primo film horror l’ho visto in prima elementare, forse non mi credereste, e si vi dicessi che si trattava de “La casa”, probabilmente accusereste i miei genitori di pregresso abbandono di minore. 

In realtà l’amore per la paura e il mistero ce l'ho nel sangue da sempre, non sono mai riuscito a disintossicarmene, ed è diventato il mio marchio di fabbrica.
 
Mi piace spaventare e spaventarmi, mi piace immaginare situazioni assurde e terrificanti, mi piace sperimentare nella paura.
 
Come dico sempre, la realtà è banale, la conosco e la vivo tutti i giorni.

Meglio il magico mondo della fantasia e dei mostri, che spesso sono più innocui degli uomini. 

Hai mai avuto un blocco da foglio bianco ?

Un blocco vero e proprio no, ma per motivi personali o lavorativi, sono stato distante dalla scrittura per diversi anni. 

Appena ho potuto, però, mi sono messo in pari.

Ci racconti come nasce l'idea per una storia ?

Bella domanda. 
La risposta, credimi, è difficile. 

Quando ho scritto Il giorno dei morti, per esempio, l’idea è nata dal titolo.

Non so perché, ma quel titolo mi ronzava in testa e non avevo idea di cosa significasse, finché non ho cominciato a scrivere una storia che potesse calzargli a pennello. 

In altri casi invece l’idea è nata da una situazione, da un’emozione, da una domanda.

Riconosco le idee buone da quelle pessime quando dopo qualche mese se ne stanno ancora lì, ferme nella mia testa, ad aspettare di essere sviluppate.

Così mi sento in colpa per averle trascurate, e comincio a lavorarci appena posso. 

I personaggi delle tue storie sono tutti frutto della tua fantasia o hanno nella vita reale un loro gemello?

Fino ad oggi i personaggi sono stati tutti frutto di fantasia. 

Non ho mai trovato nessuno di così interessante da meritare di finire in una storia, e forse è meglio così, visto che spesso i miei personaggi fanno una brutta fine.

L’unica eccezione è in “Senza paura, romanzo breve in cui mi sono ispirato a una figura leggendaria e paurosa del mio paese, vissuta veramente e che mio nonno usava come babau per spaventarmi da bambino.


cinque consigli che daresti a chi vuole fare della scrittura il proprio lavoro.

Ci provo, anche perché sono quelli che seguo ogni giorno:

1) Crederci davvero.
2) Leggere tutti i giorni.
3) Scrivere tutti i giorni.
4) Non smettere mai di chiedersi e domandarsi.
5) Ignorare chi dice “Non ce la farai”.

Si scrive per gli altri o per se stessi?

Ho conosciuto molti autori che dicono di scrivere per se stessi, e in certi casi si vede: le loro storie fanno pena e sono grammaticalmente scorrette o peggio. Quindi solo loro possono esserne orgogliosi, infatti.

Io credo invece che per essere davvero apprezzati, si debba scrivere per un pubblico. Il giudizio altrui è l’unico mezzo che abbiamo per capire se valiamo qualcosa oppure no, perché è troppo facile scrivere per noi stessi e compiacersene. Che merito abbiamo?

Qualunque forma d’arte, per brillare, dev’essere ammirata da un pubblico, ma attenzione: scrivere per gli altri non significa vendersi.
 
Dobbiamo essere bravi a restare noi stessi e allo stesso tempo piacere ai lettori.

Mica facile.

Infine, è uscito il tuo nuovo libro : ti va di parlarcene?

Eccome.

Si intitola “Ti guarderò morire”, ed è un action thriller ambientato in Toscana, la mia terra.
 
Si entra quasi subito nel vivo della storia, non ho lasciato molto spazio a momenti di tranquillità, ho voluto creare una storia piuttosto adrenalinica che trascini direttamente verso il finale. 

E' un libro abbastanza crudo, dove non sono risparmiate scene di violenza. 

Mischia la rabbia per le ingiustizie che al giorno d’oggi sembrano troneggiare nei fatti di cronaca nera, a oscure leggende urbane che circolane nel web e che fanno rabbrividire. 

Quando ho deciso di approfondirle, ho scoperto delle realtà molto più inquietanti (e vere) di quel che pensavo. 

Ecco perché ho voluto scrivere questo libro. 

Nel frattempo sono già al lavoro sul suo seguito. 

Se permetti, ti lascio il link al mio blog www.filipposemplici.com e quello che porta dritto alla pagina del libro, dove trovare informazioni di ogni tipo, e link all’acquisto: https://filipposemplici.com/ti-guardero-morire/


Ecco qui , inoltre , tutti i link che vi saranno utili se vorrete seguire Filippo e non perdervi nessuna delle sue prossime storie.


Cos'altro potrei aggiungere? Solo un suggerimento: provate a leggere Ti guarderò morire mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. 

Baci e ...a prestissimo!

Clelia

intervista presente anche su latinacorriere.it